Processione dei Misteri di Campobasso


Processione dei Misteri di Campobasso, fotografia e storytelling. La domenica del Corpus Domini, Campobasso smarrisce i contorni del tempo per ritrovare la propria anima più autentica. Dalle mani visionarie dello scultore Paolo Saverio Di Zinno sorsero, nel Settecento, quegli ingegni d’acciaio che ancora oggi solcano la città: strutture celate allo sguardo, capaci di regalare all’aria la sublime illusione di angeli e demoni fluttuanti sul popolo in festa.

È la solenne Processione dei Misteri, miracolo d’arte e devozione dove il metallo si fa invisibile e la materia sembra cedere al sacro.
Per chi osserva attraverso l’obiettivo, tale transito non è mero spettacolo, ma rivelazione. Fotografare i Misteri richiede di farsi custodi del momento: inseguire la luce radente sui volti estasiati dei fanciulli sospesi, cogliere la tensione muscolare dei portatori e la vibrazione dell’aria a ogni passo. Significa, in ultimo, tradurre in ombra e luce l’eterna sfida alla gravità e consegnare all’eternità di un fotogramma quell’istante fugace in cui la fede si fa scultura vivente.

Il Museo dei Misteri di Campobasso

L’accreditamento presso il Museo dei Misteri di Campobasso è la notizia del giorno, così parto a preparare l’attrezzatura che alcuni giorni dopo mi consentirà di ritrarre la sfilata. Il giorno della Processione dei Misteri di Campobasso mi reco presso i locali museali in orario per il mio reportage. La vestizione dei figuranti è un momento importante, il capannone brulica di ragazzi e genti mature, assieme ad una moltitudine di addetti agli ingegni ed al trucco.
Italo Stivaletti, uno dei molti ed apprezzati simboli del Corpus Domini campobassano è pronto ad assumere fattezze luciferine, è una delle scene da riprendere. Fotografare ognuno degli ingegni che portano in strada la vita dei santi è importante, è agevole comprendere, ma c’è dell’altro.

Fede e folklore, qui, si tingono di dedizione e fatica, sudore e tenacia. Sono ore sotto il sole, sono passi costanti e intervallati da pochi minuti di stasi, quando è possibile poggiare la mezza tonnellata di legno e ferro che grava sulle spalle di uomini perseveranti.

Gli ingegni della Processione dei Misteri di Campobasso

Le prime ore del mattino riservano una frescura che si dissolve man mano che ci si avvicina all’orario di uscita degli ingegni. Alla Santa Messa segue la movimentazione delle macchine, il vero e proprio corteo. I vestiti sono splendidi, ad indossarli, giovani di varie età e adulti, che assieme raccontano gli usi del luogo. Bande di suonatori accompagnano l’incedere, in una festa dove gli individui si avvicinano con discrezione ai loro conterranei che trasportano santi e tradizioni. Pur nella moltitudine di gente, io e le mie due macchine fotografiche (lo so, lo zoom aiuterebbe, ma non mi è proprio) ci muoviamo senza intoppi. Tutto si svolge con ordine, infatti; nonostante le migliaia (e migliaia) di persone, si procede con fluidità, senza incertezze,

L’altezza delle macchine sfiora il secondo piano delle palazzine che quasi accarezzano nella città antica. Senza indecisioni, angeli e figure sacre proseguono il cammino tra profumi e musica, in mezzo alle persone. L’intensità della partecipazione rimane addosso, pare quasi poterla toccare, ripeto alcuni scatti per esser certo di averne catturato l’essenza. Se ci sarò riuscito, sarà il premio per quelle ore dense di storia e fotografia.

E’ sera, riguardo gli scatti. La stanchezza lascia il passo al ricordo dell’esperienza a contatto con la gente, in un bagno di cultura del Meridione e di umana interazione.

Dietro le quinte, l’emozione e la tecnica

Lo zoom a volte tenta, non nego. Eppure, dopo anni di scatti e svariati progetti sul campo, c’è una combinazione che continuo a considerare il punto d’incontro perfetto tra qualità d’immagine, sensazione tattile e piacere di scattare: l’unione tra i corpi macchina Fujifilm X-T4 e Fujifilm X-T2 (fidata compagna) e quattro ottiche fisse compatte.
Parlo del grandangolare Fujinon XF 16mm f/2.8 e del mio binomio preferito di fissi compatti: il 23mm f/2, il 35mm f/2 cui segue il 50mm f/2 (quest’ultimo lo uso solo in determinati contesti).
Inoltre, per ingombro e luminosità, durante i miei reportage, una certa dose di compromesso è d’obbligo. La Processione dei Misteri di Campobasso ha richiesto molte ore di lavoro, in cui ho “indossato” le mie macchine senza sosta. Le lenti Fujifilm, così, sono apparse la soluzione preferibile. Ne parlerò diffusamente in un articolo dedicato, promesso.

Le mie Fujifilm per la Processione dei Misteri di Campobasso

Lavorare con due fotocamere contemporaneamente non è solo una comodità operativa, quanto più un approccio personale al reportage. Avere nello zaino sia la Fujifilm X-T2 che la Fujifilm X-T4 significa disporre di due personalità distinte ma non troppo, eppure complementari.

Fujifilm X-T2, la veterana

Uscita ormai da qualche anno, la X-T2 resta, per me, una macchina straordinaria. Il suo sensore da 24 megapixel regala una resa croma e una grana ad alti ISO che molti appassionati (me compreso) ritengono quasi “materica“, perfetta per il bianco e nero e per chi ama un look fotografico più organico. In mano, trovo comunichi una solidità sconosciuta alle sorelle più giovani ed è con me sul campo da tanto. Sento di potermi affidare a lei senza timori, ormai.

Fujifilm X-T4, la moderna

Alcune condizioni sono senza dubbio meno semplici di altre, allora la X-T4 sale in cattedra. Il sensore X-Trans IV da 26 megapixel porta in dote un autofocus prestante e, soprattutto, la stabilizzazione integrata sul sensore (IBIS), che male non fa. Con luce scarsa non amo tirare il collo al sensore alzando molto gli ISO, quanto lavorare su tempi e apertura. In questi frangenti, la stabilizzazione è un investimento che ripaga.

Tengo a ringraziare il Museo dei Misteri di Campobasso, che invito a visitare, per l’accoglienza riservata. Gli addetti, inoltre, per le informazioni via via prontamente fornitemi durante la marcia.

Guarda la serie fotografica.

Sono disponibili stampe delle foto, contattami.


Ingegno di San Michele durante la Processione dei Misteri a Campobasso

Privacy Preference Center